“Tokyo Express” di Matsumoto Seichō

Tokyo Express, giallo poliziesco alla giapponese

 

Ten to Sen, letteralmente “Punti e Linee”, è stato pubblicato per la prima volta nel 1958 ed è subito diventato un bestseller. Testo di riferimento per la letteratura poliziesca e del giallo del secondo dopoguerra, il libro è uno dei preferiti tra gli appassionati del genere.

Quest’anno Adelphi ha deciso di pubblicare una nuova edizione dell’opera con il titolo di Tokyo Express.  In copertina un ritratto meraviglioso scattato dal fotografo Werner Bischof a Tokyo, 1951.  Il libro è acquistabile in tutte le librerie e sui circuiti online, oltre che sul sito ufficiale dell’editore.

werner bischof tokyo

 Suicidio d’amore o omicidio?

La trama di Tokyo Express si svolge attorno alla morte misteriosa di un uomo e una donna, i cui corpi vengono ritrovati su una spiaggia desolata del Kyushu. Dopo le brevi indagini iniziali, il caso viene archiviato come un doppio suicidio d’amore. Ma il detective Mihara, del dipartimento investigativo di Tokyo, è convinto che sotto ci sia qualcosa di più grande e decide di avviare un’indagine approfondita del caso.

I due presunti amanti sono stati visti salire insieme sul treno per Fukuoka, ma perché nella tasca dell’uomo viene ritrovato lo scontrino di un pasto singolo e non per due? E perché la donna, Otoki, giovane  intrattenitrice di un ristorante di Asakasa, non ha mai parlato a nessuno della sua relazione con quell’uomo?  I dettagli che stonano con l’ipotesi del doppio suicidio sono sempre di più.

Quando viene fuori che l’uomo, Sayama, è collegato a personaggi importanti all’interno del Ministero, di recente colpito da un grosso scandalo, le indagini prendono un altro corso. Finalmente c’è un movente e il detective Mihara fiuta una pista interessante , la cui veridicità si basa esclusivamente sugli orari dei treni e coincidenze allo scoccar del minuto.

vintage train

 La trama segue i binari ferroviari di tutto il Giappone

Il lettore si trova così catapultato in un vortice di orari, rimbalzato da una parte all’altra del paese, sempre seguendo i binari dei treni. Un viaggio virtuale per tutto il Giappone, immaginandoci su quelli stessi treni a guardar fuori dal finestrino, mentre i paesaggi cambiano gradualmente. Dalle coste impervie del Kyushu alle distese infinite dell’Hokkaido, passando attraverso i palazzi di Tokyo e i suoi locali notturni.

Ci sembra di trovarci fianco a fianco a Mihara, febbrilmente impegnato a scoprire la verità che continua a sfuggire ma è lì, proprio ad un passo. Quando, nelle ultimissime pagine del romanzo, all’improvviso l’intreccio si sbroglia e ci lascia a bocca aperta.

kyushu
Costa del Kyushu

 

Japanese local railway

 

 

 

 

 

 

 

Tokyo Express e la società giapponese

Tokyo Express è un libro da leggere tutto d’un fiato, capace di trascinare il lettore dentro i meccanismi delle indagini, fianco a fianco con il detective Mihara. Seguiamo i suoi ragionamenti e ci ritroviamo a pensare come lui, ansiosi di acciuffare il colpevole e di districare l’enigma.

Attraverso la trama emergono scorci sulla società giapponese del tempo, sulle abitudini e sui giochi di potere. Ci immaginiamo l’attività delle intrattenitrici nei locali notturni della capitale, le cene con i clienti importanti e l’atmosfera fumosa tra i tavoli ricoperti di piatti, piattini e boccali di sake.

Emerge anche un tema tanto caro alla letteratura giapponese, dall’antichità ai giorni nostri: il doppio suicidio d’amore (Shinjū) . Frequente soprattutto durante il periodo Edo (1603-1868) , era una pratica diffusa quando l’amore dei due amanti era ostacolato dalle convenzioni sociali perché si credeva che, dopo la morte, le anime dei due amanti si sarebbero riunite nell’aldilà. Il doppio suicidio è un tema importante e ricorrente soprattutto nel teatro kabuki e nel bunraku (teatro delle marionette), come ci ricorda uno dei drammi più famosi “Gli amanti suicidi di Sonezaki”. 

sonezaki lovers

 

 

Ps. Per evitare disorientamenti e calcoli strani, vi ricordo che il libro è stato scritto negli anni Cinquanta e di Shinkansen super veloci ancora neanche l’ombra. Quindi sì, è normale che da Tokyo a Fukuoka ci volessero dodici ore e più di viaggio.

 

 

 

 



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