“Un litro di lacrime” di Kito Aya

Finalmente arriva in Italia uno dei casi editoriali che ha commosso il Giappone

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In Giappone fu pubblicato per la prima volta nel 1986 da una piccola casa editrice di Nagoya, la FE, su iniziativa della madre di Aya, con il titolo Un litro di lacrime, una ragazza che ha lottato fino alla fine contro una malattia incurabile. Il diario di Aya; ai manoscritti di Aya furono aggiunte una postfazione della madre e una della neurologa Dott.ssa Hiroko Yamamoto.

Il libro riscosse un discreto successo anche al di fuori della prefettura di Aichi e, nel 2005, fu ristampato dal grande editore Gentōsha ed ha avuto una piu’ grande diffusione. Da allora sono state superate le 50 ristampe.

Sempre nel 2005 in Giappone è uscito anche un film dal titolo Ichi rittoru no namida – Un litro di lacrime. Nell’ autunno dello stesso anno è andata in onda un dorama (serie televisiva) in 11 episodi con lo stesso titolo. La grande popolarità della serie ha fatto si’ che nel 2007 venisse prodotto anche un episodio speciale di 3 ore.

Infine, dal diario di Aya è stato creato un manga con i disegni di KITA

In Occidente non era mai stato pubblicato da una casa editrice fino ad oggi, ma si potevano trovare traduzioni amatoriali e blog dedicati in lingua inglese. La traduzione italiana di Ichi rittoru no namida esiste per merito del lavoro della tesi di laurea di Caterina Zolea nell’ anno accademico2011/2012 all’ Università Ca’ Foscari di Venezia, relatrice la Prof.ssa Paola Scrolavezza.

Il diario di Aya

Il diario di Aya è un diario autobiografico che racconta la sua vita dal momento in cui, studentessa di 14 anni, comincia ad accusare i primi sintomi della malattia che le imprigionerà il corpo per dieci anni, fino alla sua morte.

Aya convive dieci anni della propria vita con l’atassia spinocerebellare (SCA), malattia degenerativa che colpisce l’ apparato nervoso centrale impedendo progressivamente tutti i movimenti del corpo fino a farli cessare del tutto. I movimenti rallentati, l’andatura barcollante, gli arti rigidi sono i primi sintomi della malattia con cui affronterà tutto il periodo della sua adolescenza e l’inizio della sua giovinezza.

Il diario, nato per tenere nota dei sintomi e dell’andamento della malattia, diventa il suo conforto fra ricoveri e riabilitazioni, e Aya trova la forza di reagire anche annotando i suoi pensieri.

Ha rubato la bellezza della mia giovinezza – è questo che Aya scrive della sua malattia. Nonostante questo la sua forza è attenersi all’ insegnamento dei suoi compagni disabili : Invece di contare le cose che perdi, prenditi cura di quelle che ti rimangono.

L’ aggravarsi della malattia le porta via tutto: lo studio che tanto amava, la scuola, gli incontri con gli amici. La progressiva mancanza di autonomia la espone a mortificazioni quotidiane, e Aya si dispiace delle sue condizioni non solo per sé stessa ma anche per le preoccupazioni che dà alla madre – Scusami mamma se ti do soltanto preoccupazioni e non sarò mai in grado di contraccambiare le tue premure – e per i suoi fratelli – Perdonatemi fratellini non sono riuscita ad adempiere ai miei doveri di sorella maggiore e vi ho portato via le attenzioni della mamma

Lo stile del diario

Il cielo è una presenza ricorrente nel diario; scorci di cielo azzurro dalle finestre dei corridoi dell’ infermeria dove veniva curata dopo le cadute all’ inizio della malattia, e la decisione di guardare il cielo tutte le volte che si troverà in difficoltà.

Sapendo di vivere una vita di sofferenza senza prospettiva, Aya scrive il suo diario senza sentimentalismo né retorica, consapevole fin dai primi tempi che le sarebbe costata (…) almeno un litro di lacrime e d’ora in poi me ne serviranno molte, molte di più.

Più che nella scrittura di Aya, tutta la sua sofferenza si tocca dalle pagine aggiunte come postfazione scritte dalla madre Shioka e dalla neurologa, la Dott.ssa Hiroko Yamamoto; da queste pagine emerge il grande coraggio di Aya e da quanto amore fosse circondata nella sua breve vita.

Titolo: “Un litro di lacrime”

Autore: Kito Aya

Traduttore: Caterina Zolea

Editore: Rizzoli

Anno: 2019

Pagine: 192

Prezzo: 16 €



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