I KANZASHI DI MOMOVERONICA

Si inaugura la nuova sezione “Handmade”, dedicata ad artigiani ed artisti che utilizzano tecniche giapponesi per creare

Per il primo articolo della nuova sezione, ho scelto una ragazza che crea dei kanzashi favolosi usando un’antica arte tradizionale giapponese. I kanzashi sono ornamenti utilizzati per abbellire le acconciature e sono tradizionalmente di seta, proprio come i kimono.

La ragazza e’ Veronica Piccolo, trevigiana di origine ma residente da anni a Pordenone, dove ha frequentato l’Istituto d’Arte. Poi, a Venezia, l’Accademia di Belle Arti con indirizzo pittorico; ed e’ qui, durante gli studi, che le arti applicate hanno man mano soppiantato l’attivita’ pittorica, soprattutto con il Costume (di scena e moda).

Fin da piccola, Veronica dedicava le giornate alla creazione di gioielli e da li’ e’ nata la sua volonta’ di creare cose belle e l’idea che l’artigianato renda la vita quotidiana migliore con piccoli oggetti e accessori da indossare.

Affascinata da questa sua visione e dalle sue creazioni, direi uniche in Italia, ho deciso di fare qualche domanda Veronica, per conoscersi meglio:

Veronica Piccolo

Violet : Da dove nasce la tua passione per il Giappone?

Veronica: “La mia passione per il Giappone nasce alle superiori, concluse con una tesina sui manga rilegata al contrario. Anche se non collegherei direttamente i manga allo tsumami zaiku o al kimono, questo è il primo ricordo che ho di “otakuaggine”. Non leggevo nemmeno molto perché ero molto selettiva: sceglievo prima l’aspetto estetico del fumetto rispetto alla storia e le CLAMP erano le mie autrici di punta.”

Violet: E il nome che hai scelto, MOMO, da cosa deriva?

Veronica: “Deriva proprio dai manga! Momo Adachi di Peach Girl e’ stata la mia prima eroina di shoujo manga, cosi’ sicura di se’ e determinata. “Momo” e’ un bellissimo nome e suona bene, cosi’ ho pensato che fosse perfetto per il mio marchio. Inoltre, alle scuole superiori mi chiamavano “Pich”, che e’ molto simile a ‘peach’, ‘momo’ in giapponese. Quindi era perfetto!”

Violet: Qual e’ il lato che ti affascina di piu’ di questo paese?

Veronica: “La grande importanza che danno alle loro arti, tutte, pure quella che fa solo un artigiano in una casetta sperduta in una prefettura ancor piu’ sperduta. Il fatto di avere una parola per tutte queste creazioni d’uso comune (mingei) è già indicativo di questo interesse. Mi appassiono – ovviamente – a tutte quelle attività che hanno a che fare con la stoffa, ma appena trovo qualcosa che non conoscevo vorrei farmi assumere (va bene anche schiavizzare) a bottega per imparare quell’arte, anche se dovessi metterci 10 anni e cambiare totalmente il mio percorso. Ma la vita è quella che è e bisogna necessariamente fare delle scelte per imparare. “

Violet: Come hai iniziato ad interessarti ai kanzashi?

Veronica: “La passione per anime e manga mi ha portato a Lucca Comics, dove grazie al padiglione Japan Town sono venuta a contatto con gadget, stoffe, carta e cibi nipponici. Ho comprato il mio primo kimono: un komon corto e un obi per yukata: era un abbinamento sbagliatissimo, proposto dal rivenditore giapponese che aveva perfettamente inteso che non ne sapevo nulla, ma lo amavo. E con cosa si indossa il kimono? Ma con i “fiori pendenti” ovviamente: questo perché ero molto affascinata dalle maiko e dall’estetica della donna giapponese in kimono (oiran, cortigiane in junihitoe e compagnia bella). Una volta a casa ho creato il mio primo e unico set da maiko da abbinare ad un komon (rido).”

Violet: Dove hai imparato a farli e come?

Veronica:”Inizialmente il web è stato il mio aiutante prezioso, ma sono incappata nei tutorial russi: le artigiane russe sono bravissime ma hanno creato tutto una corrente sbagliata sulla tecnica, usando il raso sintetico fissato a fiamma (la stoffa si scioglie e si attacca) e chiamando la tecnica “kanzashi”.Il mio primo set è stato fatto così. E infatti ora è rinnegato in cantina, poverino. Ho migliorato la mia ricerca trovando lo tsumami zaiku, la tecnica originale giapponese per lavorare con la seta. Nel giro di qualche anno, grazie ad amiche giapponesi dispensatrici di libri (ovviamente illustrati perché non conosco il giapponese), a blog su kimono e accessori relativi e al mio personale studio di forme e materiali, ho raggiunto un livello di lavoro praticamente professionale. Ovviamente ho delle lacune derivate dal fatto di non avere una formazione con un maestro, cosa fondamentale nella cultura giapponese, ma sono felice di essere cresciuta per conto mio, grazie ad una ricerca costante e alla voglia di uscire dalla tradizione (che purtroppo non mi appartiene) per creare accessori unici.”

Violet: C’e’ interesse attorno alle tue creazioni? Quanto e’ difficile far conoscere un accessorio cosi’ particolare al pubblico italiano?

Veronica: “L’interesse che suscito in Italia è ridotto al pubblico appassionato alla cultura giapponese. Secondo molti artigiani, le persone interessate all’handmade in Italia sono molto poche e il resto non ha la cultura per poter apprezzare la tecnica, il tempo necessario di cui necessita e l’impegno dietro a ogni singolo design. Nell’era delle produzioni massificate “tuttouneuro” è purtroppo concepibile e ho capito che non posso permettermi di perdere energie dietro a queste dinamiche. Per questo ho deciso di essere aperta a tutto il mondo e di non limitarmi al mercato italiano.”

Violet: Sogni di tornare in Giappone?

Veronica: “Non sono mai stata in Giappone, ma sogno di andarci presto. Tutti si meravigliano molto quando dico di non averci mai messo piede perché ho conoscenze di cultura giapponese tra le più variegate e precise (kimono, tradizioni, un po’ di storia e nerdate varie) e ci si aspetterebbe da me almeno un mese passato lì ad imparare tutto quello che so. Questo è il lato positivo della globalizzazione e della rete: grazie a ricerche mirate, corrette, riviste, tradotte è possibile arricchirsi in un modo totalmente inaspettato, ammirando di pagina in pagina quanta varietà possa esistere in un solo aspetto di una sola cultura nazionale.”

momiji kanzashi

Ammiro profondamente il lavoro di Veronica, accuratissima e molto fantasiosa, date uno sguardo al suo Instagram qui

E, se volete acquistare i suoi kanzashi unici, ha un negozio online su Etsy

etsy momo kanzashi


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