“Luna di miele verso il nulla”
Un mistery scritto con grande maestria e ambientato nel Giappone degli anni ’60

L’autore

Akimitsu Takagi è il nome d’arte di Seiichi Takagi, scrittore di gialli attivo durante il periodo Showa (1926-1989). Nato ad Amori, prefettura nella parte nord del Giappone, si laureò all’Università di Kyoto in metallurgia ed entrò a lavorare nella Nakajima Aircraft Company. Perse poi il lavoro a causa del divieto imposto alle industrie militari in Giappone dopo la seconda guerra mondiale.
Fu allora che, su raccomandazione di un cartomante, decise di dedicarsi alla scrittura. Inviò la bozza del suo primo racconto poliziesco, “Il caso dell’omicidio del tatuaggio”, al grande scrittore di gialli Edogawa Ranpo, che ne riconobbe il talento e lo raccomandò a un editore. Takagi fu pubblicato nel 1948.
Ricevette il Tantei sakka club sho (Premio del Club degli Scrittori di Misteri) per il suo secondo romanzo, “Il caso dell’omicidio della maschera di Nō”, nel 1950.
Takagi era un giurista autodidatta e gli eroi della maggior parte dei suoi libri sono solitamente procuratori o detective della polizia, sebbene il protagonista dei suoi primi racconti fosse Kyosuke Kamizu, professore associato all’Università di Tokyo.
Takagi esplorò diverse varianti del romanzo poliziesco negli anni ’60, tra cui gialli storici, romanzi picareschi, gialli legali, storie di cronaca nera e storie alternative di fantascienza.
“Luna di miele verso il nulla” – la trama
Il libro si apre con i tormenti amorosi della ventiseienne Etsuko che, dopo una delusione sentimentale, subisce le pressioni della famiglia che vorrebbero vederla sposata con un giovane avvocato, discepolo del padre. Ma Etsuko è restia ad accettarlo e sembra che il suo cuore, invece, si stia piano piano aprendo nei confronti di un professore universitario conosciuto per caso, Yoshishiro Tsukamoto.
L’unione tra i due è fortemente osteggiata dalla famiglia di lei, a causa del passato oscuro del padre e del fratello di lui. Etsuko ignora gli avvertimenti e decide di sposarlo comunque ma, la prima notte di nozze, Yoshishiro, in seguito ad una telefonata misteriosa, esce dall’albergo in cui si trova con la neosposa e non tornerà più.
Si avviano subito le indagini, guidate dal procuratore Kirishima che, casualmente, è anche l’ex oggetto dell’amore (non ricambiato) di Etsuko. Ma l’amore rimane in secondo piano per tutta la seconda parte del romanzo, dove l’attenzione si concentra sul passato della famiglia Tsukamoto e sulle relazioni tra i vari membri. I legami con l’Estrema Destra del padre di Yoshishiro, i crimini del fratello minore, morto in un incendio dalle dinamiche un po’ oscure…
L’intuito di Kirishima è il vero protagonista, concentrato nello scavare tra i rapporti di Yoshishiro e fiutare anche la più piccola anomalia tra di essi… fino all’epilogo a sorpresa.
Un vero giallo
Un vero e proprio giallo del tipo “chi è stato?”, in cui a poco a poco i sospettati vengono scagionati finché non ne rimangono solo due e il pubblico ministero Kirishima incastra l’assassino con uno stratagemma, data la mancanza di prove che lo collegassero direttamente agli omicidi.
Tanta l’attenzione ai risvolti psicologici di alcuni personaggi e al contesto sociale giapponese del dopoguerra: l’ascesa di certe classi sociali, le rivalità in ambito accademico, le spinte reazionarie della destra estrema, i matrimoni “combinati” alla giapponese.



Mi è piaciuto anche il fatto che il personaggio di Etsuko, così presente nella parte iniziale, venga via via “sfumato” nello svolgersi della trama ma senza mai perdere l’importanza del suo ruolo. Lei stessa ribadisce che adesso è sposata e spesso, anche per le indagini, ci sarà bisogno del suo “permesso” in quanto moglie del defunto. Per non parlare del finale: la sua sola presenza è fondamentale per incastrare il vero assassino.
Agrodolce la chiusura, con Etsuko che dovrà trovare nuovamente un altro amore…


