Gli abiti di Momoko Milano

Tessuti giapponesi che vanno a comporre e rifinire le creazioni sartoriali di Letizia Balducci, in arte Momoko Milano

Seta. Lino. Cotone. Sono solo alcune delle speciali stoffe che dal Giappone giungono a Milano per realizzare i modelli da sogno di Letizia.

Fiorentina con radici umbre ma milanese d’adozione da 23 anni, Letizia nasce alla fine degli anni ’60 e, aldilà di un’apparenza “negli schemi” rivela subito uno spirito tutt’altro che conformista. Libera di viaggiare (libertà non scontata per le ragazze dell’epoca) sia da sola che con le amiche, Letizia scopre nuovi orizzonti e sfide . Col tempo, sempre guidata dalla passione per i viaggi, comincia ad esplorare l’Asia con suo marito e i suoi figli, ed è questa stessa passione che l’ha portata alle scelte attuali.

Irrequieta e curiosa per natura, ama da sempre cimentarsi in nuove attività, così da sperimentare in prima persona ciò che la attrae. Per questo, circa un anno fa, Letizia ha deciso di iniziare una nuova avventura lavorativa che unisce la passione per i viaggi alla cura e all’unicità nel vestire.

Con il suo brand, Momoko Milano, Letizia Balducci firma capi unici e senza tempo, arricchiti dalla raffinatezza dei tessuti giapponesi.

Violet: Come ti sei ritrovata a creare modelli e vestiti?

Letizia: Un mix di situazioni. Da una parte la ricerca continua di un abbigliamento veramente adatto a me: essenziale, elegantemente sobrio (“eleganza essenzialmente sobria” è il motto del mio piccolo brand Momoko Milano), comodo ma molto femminile, fuori dalla moda e dalle mode ma sempre al passo con i tempi, adatto a tutte le occasioni, attento ai dettagli e alla qualità. Tutti fattori non facili da trovare in un unico capo e soprattutto la necessità di indossare un abito sentendomelo bene addosso, portandolo con piacere e naturalezza, essendo sempre me stessa. Avevo quindi in mente un mio tipo di abbigliamento, molto preciso e difficile da trovare nel pret a porter.


Dall’altra la mia passione per i viaggi mi ha portata 10 anni fa in Giappone e ad innamorarmi follemente dei tessuti giapponesi, delle svariate tecniche di tessitura e di decorazione, delle stampe dai colori e dai disegni meravigliosi. Da qui la necessità “vitale” di toccarle, sceglierle e comprarle per poi utilizzarle finalmente in una produzione tutta mia, a volte usandole da sole, a volte in combinazione con tessuti italiani.

Violet: Che particolari stoffe utilizzi?

Letizia: Utilizzo tutti i tipi di stoffe giapponesi che si prestino ai miei modelli: particolari cotoni pesanti che uso per abitini e pantaloni estivi o, soprattutto d’inverno, per gli interni e i risvolti di giacche e cappotti, poi cotoni leggeri per l’estate oppure il lino misto a cotone, sete tinte con la tecnica Omeshi e Chirimen (cioè la tecnica di attorcigliare i fili pre-colorati in fase di tessitura) per le mie giacche più eleganti, le sete brillanti e a volte ricamate degli obi (sia moderni che antichi) per i bordi delle camicette o per gli intarsi di vestiti. Sono tutte stoffe che non si trovano in Italia e per questo il loro valore è ancora più alto.

Violet: Che legame hai con il Giappone? Qualche creazione trae ispirazione dal mondo giapponese e dai tuoi viaggi là?

Letizia: Adoro il Giappone. La mia scoperta di questo fantastico paese è avvenuta appunto 10 anni fa quando ho cominciato a viaggiare in Asia con la mia famiglia e, fra tutti i paesi del continente asiatico, così diversi fra loro, il Giappone è quello che mi ha affascinato di più. Ci sono tornata poi diverse volte per piacere e per acquistare ovviamente i miei tessuti. Sogno di riuscire un giorno a visitare quei villaggi giapponesi dove ancora si praticano le antiche forme di tessitura.
Tutta la mia linea di abbigliamento è fatta con tessuti giapponesi o interamente o a volte in parte in quanto spesso combino questi tessuti con quelli italiani; ma anche alcuni modelli prendono ispirazione dal mondo giapponese. Basta pensare alle forme dei miei abiti, alle maniche svasate delle mie camicette che ricordano quelle dei kimono, alle mie giacche con il collo alla “giapponese”, ai pantaloni larghi ma femminili, agli spolverini sportivi col cappuccio e con la linea tipicamente orientale…. Insomma tutte le creazioni hanno sempre qualcosa di nipponico, oltre alla stoffa.

Violet: Cosa ti affascina di più del Giappone?

Letizia: Ancora oggi rimango affascinata dal perfetto connubio fra antiche tradizioni ed estrema innovazione. I giapponesi sono sempre all’avanguardia in tutto, dalla tecnologia alle infrastrutture, ma non rinunciano mai a rituali e tradizioni antiche che fanno parte della loro vita quotidiana. Basti pensare alla cerimonia del tè e alla sua importanza ancora attuale. Di questo Paese adoro il rispetto che hanno per gli altri, soprattutto per gli anziani, portatori di saggezza ed esperienza, il grande senso civico e l’educazione strabiliante. Inoltre è l’unico Paese in cui mi sentirei tranquilla ed in pace con l’universo se girassi alle 3 di notte da sola in una delle loro grandi metropoli: e questa è una cosa davvero unica al mondo!


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